L’evoluzione degli abbeveratoi: i sistemi automatici

Sono millenni – letteralmente – che gli esseri umani allevano animali in maniera regolare e organizzata, per disporne come risorse; e sono dunque millenni che si occupano di badare alle esigenze di cavalli, bovini, pecore, in modo da mantenerli in salute e pronti a servire ai loro scopi. E probabilmente una delle prime invenzioni che fu necessario sviluppare, una volta che si furono rinchiusi degli animali nei recinti, fu quella necessaria a fornire loro l’acqua di cui avevano bisogno: possiamo quindi dire che gli abbeveratoi per animali esistono da secoli e secoli, ed era quindi inevitabile che, prima o poi, venissero coinvolti dalle generali innovazioni tecnologiche che ormai vanno a modificare tutti gli oggetti che conosciamo. L’innovazione più interessante e recente è quella degli abbeveratoi automatizzati.

L’acqua che gli animali d’allevamento bevono, infatti, è una delle primarie responsabili della loro salute – e la salute del bestiame è forse la preoccupazione più importante di un allevatore. Perché sia sana e non porti malattie, l’acqua deve infatti essere libera da alghe, larve di zanzara, e insetti morti: ma anche con l’introduzione di vasche in metallo galvanizzato, che sono semplicissime da pulire a fondo e completamente, rimane il problema del tempo necessario a tale operazione, che deve necessariamente essere frequente per avere una effettiva utilità. Inoltre le vasche metalliche sono soggette a deformazioni e danneggiamenti da parte della calca di animali che vi si accostano per bere, e talvolta possono anche finire con l’avere bordi che diventano taglienti e possono rappresentare una seria minaccia alla salute degli animali stessi.

Gli abbeveratoi automatizzati tengono conto, nella propria progettazione, di tutti questi problemi, per evitarli alla fonte. Innanzitutto, nella scelta dei materiali: se per l’interno della vasca si usa ancora il metallo, la cui facilità di pulizia è imbattibile, il corpo è infatti oggi solitamente realizzato in polipropilene: un materiale solido e indeformabile, anche dopo centinaia di urti e calci da parte del bestiame. Per quanto riguarda poi il problema della purezza dell’acqua, oggi si preferisce optare per una soluzione diversa dal mantenere piena la vasca: la si costruisce invece in modo che il muso stesso dell’animale, nell’avvicinarsi per bere, prema una leva che eroga acqua fino a quando questi non ne sia sazio, per cessare non appena si allontana. Niente acqua stagnante nella vasca, quindi – il che si traduce direttamente in un abbeveratoio sempre pulito e libero da insetti.