Ma gli alimentatori lineari sono proprio una tecnologia superata?

Nel campo della tecnologia, non è raro che mano a mano che compaiono nuovi dispositivi e metodi per affrontare i problemi, si tenda a considerare completamente superate e ormai obsolete tutte quelle soluzioni che sono invece state utilizzate fino a un momento prima con buona soddisfazione. Lungi dal non voler riconoscere che il progresso tecnologico esista e sia fondamentale, e anzi effettivamente produca regolarmente dispositivi e soluzioni nettamente superiori a quanto fatto prima, va però ammesso che talvolta anche i metodi più datati trovano ancora delle nicchie di applicazione interessanti, se pure meno ampie.

Prendiamo l’esempio degli alimentatori lineari in corrente alternata: un classico. La topologia del sistema è in realtà estremamente semplice:
– un trasformatore in ingresso, perché è necessario che il voltaggio di rete, in corrente alternata, sia portato ad un valore compatibile con il massimo livello di voltaggio in uscita di corrente continua;
– un rettificatore che converta appunto in corrente continua la corrente alternata che proviene dalla rete;
– degli accumulatori elettrolitici di grande scala, in grado di funzionare da filtri ed eliminare le fluttuazioni di voltaggio (pensiamo ad esempio ad un sistema costruito per effettuare dei test);
– Dei transistor in serie, e un amplificatore d’errore, per controllare la differenza fra il voltaggio in corrente continua così da arrivare al valore corretto in uscita;
– E per finire, un accumulatore posto a filtro in uscita, per ridurre ulteriormente il disturbo dato dalla corrente alternata e abbassare l’impedenza.

Si tratta di una struttura decisamente ben chiara, dove è difficile, va ammesso, migliorare o modificare qualcosa ottenendo benefici più che marginali. Ma anche se tradizionale e molto diretta, questa configurazione ha sicuramente dei vantaggi reali:

 rapidità della risposta in uscita alle variazioni di carico della rete in corrente alternata
 bassissimo disturbo in uscita, e con contenuto spettrale a bassa frequenza
 ottimo livello di costi a livelli di potenza in uscita bassi (sotto i 500 watt circa)

Naturalmente, non si possono negare anche dei difetti: il costo diventa antieconomico al salire della potenza, e senza dubbio il peso e le dimensioni non sono contenute. Ma come abbiamo detto, si tratta di nicchie di applicazione: e in quelle, il sistema può ancora eccellere!